Ad Acerra serve un Piano Urbanistico Culturale per rinascere

Dopo mesi d’incontri, ascolto e studio, nella giornata del 22 giugno la nostra portavoce Carmela Auriemma ha formalmente presentato le osservazioni al PUC di Acerra.

Riteniamo infatti che la più ampia e partecipata comprensione del quadro conoscitivo, unitamente alla formulazione degli obiettivi generali di sostenibilità locale,rappresenti la premessa indispensabile per la costruzione di strumenti di governo del territorio che siano realmente efficaci.

Tutto il Piano proposto, a nostro avviso, risente di una visione urbanistica della città che non contempla e non risponde alle nuove esigenze e richieste sempre più diffuse nelle città europee ed italiane che possono essere definite digitali, verdi, smart e sostenibili.

Proprio su quest’ultimo punto è necessario che il nuovo volto della Città di Acerra sia marcatamente all’insegna della sostenibilità, dove essa non s’intende come un concetto che abbia un’accezione strettamente ambientale ma che coinvolga anche fattori economici, sociali e culturali che progrediscano con un uso degli spazi e delle risorse improntato alla solidarietà intra e fra generazionale.

Il piano proposto dall’amministratore Lettieri, invece, non entra nel merito di questa tematica ma si limita a parlare vagamente di città sostenibile senza veri interventi e misure.

Acerra ha bisogno di un Piano Urbanistico Culturale che la porti a rinascere ed affermarsi come importante crocevia della nostra regione, non una città dormitorio dove la continua speculazione sul cemento massacra la filiera agricola e la naturale vocazione del nostro territorio.

Cogliamo l’occasione per ringraziare i tecnici, professionisti e i cittadini che si sono messi a disposizione per disegnare un’Acerra migliore. Di seguito il documento presentato:

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