Acerra, la denuncia dei Cinquestelle: «Rifiuti abbandonati nei campi coltivati»

Non soltanto le ecoballe in crociera nei mari del Nord. O peggio ancora: bruciate sulle piattaforme di stoccaggio come avviene con drammatica frequenza negli ultimi tempi. Ora l’immondizia impacchettata ha messo le gambe — per modo di dire — fino a fare bella mostra di sé nelle campagne di Acerra. A denunciarlo, è il MoVimento 5 Stelle: «La nuova strategia per fare piazza pulita di rifiuti indifferenziati eccedenti induce a sversarli in aree di periferia e campi coltivati». Le foto qui accanto fanno riferimento a località Ponte di Cane ad Acerra, a poche decine di metri dal termovalorizzatore, dove ieri mattina sono state rinvenute circa 40 tonnellate di rifiuti parzialmente imballati, provenienti da impianti di primo trattamento.

«Se prima — ha affermato la capogruppo regionale 5 Stelle Marì Muscarà al termine di un sopralluogo eseguito con gli attivisti del Meetup locale — il materiale accumulato in maniera incontrollata veniva dato alle fiamme negli stessi siti in cui era stoccato, come ipotizzato dagli inquirenti che indagano sui roghi degli ultimi mesi, ora abbiamo ottenuto conferma dei nostri sospetti. Su un fondo di un cantiere privato sono state sversate balle di rifiuti di vario genere, molto probabilmente tal quale destinato a un processo di tritovagliatura. Si tratta di circa 40 tonnellate di rifiuti di genere pericoloso e non, con una buona percentuale anche di umido, raccolte in balle e su cui indaga oggi la Procura di Nola». Secondo gli esponenti del Movimento «casi come quello di Acerra — sottolineano Marì Muscarà M5S e la portavoce M5S al Comune di Acerra Carmela Auriemma — potrebbero riguardare molte altre aree limitrofe della regione, con un impatto devastante sull’ambiente. La zona oggetto del sopralluogo di ieri mattina è a ridosso di un campo coltivato a verdure, sul quale è finita una parte degli stessi rifiuti e nei cui suoli potrebbe riversarsi del percolato. Bisogna procedere a un’intensificazione dei controlli, ora che con il protocollo anti roghi voluto dal nostro Governo sarà fissato anche un limite del quantitativo di rifiuti da stoccare all’interno dei siti, di cui finalmente conosceremo anche la natura».

da Il Corriere del Mezzogiorno del 5/12/2018 (https://goo.gl/9RDZhd)

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